Stern: il mondo è ammalato
Pubblico pari pari la notizia ANSA, più avanti cercherò ulteriori informazioni su tale rapporto. La questione sul tavolo è la sopravvivvenza del pianeta, di noi di conseguenza. Da troppo tempo sappiamo che stiamo distruggendo la vita, non servono pagliativi, bisogna cambiare stile, il tempo stringe.
(ANSA) - LONDRA, 30 OTT - La Gran Bretagna vuole essere al primo posto nella lotta globale ai cambiamenti climatici per evitare quella che, secondo un rapporto redatto dall'autorevole economista britannico Nicholas Stern, potrebbe diventare una catastrofe non solo per l'ambiente, ma anche per l'economia globale. Oggi, durante il suo intervento alla presentazione del rapporto, il premier britannico Tony Blair ha definito i risultati dello studio di Stern (ex capo economista della Banca Mondiale) un ''campanello d'allarme per tutti i paesi del mondo'' che mette in guardia contro ''un disastro che si verifichera' non in un futuro da fantascienza, ma durante la nostra vita''. ''Il rapporto di Stern - ha sottolineato il primo ministro - ha fatto un lavoro cruciale. Ha distrutto le ultime argomentazioni in favore di una mancata azione nei confronti dei cambiamenti climatici. Ora sappiamo che una serie di provvedimenti urgenti serviranno a prevenire una catastrofe e che l'investimento in questo tipo di prevenzione verra' ripagato di molto''. Secondo il rapporto - il primo contributo al dibattito sul clima dal punto di vista di un economista e non di uno scienziato - il surriscaldamento del pianeta rischia di devastare l'economia mondiale, determinando una crisi ''peggiore di quella della Grande Depressione del 1929 o delle due guerre mondiali''. In mancanza di rapidi interventi per tagliare le emissioni di anidride carbonica - sottolinea infatti Stern - i costi per l'economia mondiale saranno intorno all'1% del pil globale l'anno fino al 2050, una cifra colossale intorno ai 12 mila miliardi di euro. Impressionanti anche i costi sociali legati all'inaridimento di interi paesi, che potrebbe portare, di qui al 2100 a circa 200 milioni di profughi. Il cancelliere dello Scacchiere Gordon Brown - anche lui intervenuto alla presentazione dello studio - ha dichiarato che la Gran Bretagna guidera' la risposta internazionale al problema del surriscaldamento globale. Al fine di creare ''un'economia globale a basso consumo'', ha detto il ministro, Londra si fara' promotrice per l'introduzione di un nuovo obiettivo europeo di riduzione delle emissioni, al 30% entro il 2020 e al 60% entro il 2050. Il cancelliere vorrebbe inoltre che il piano europeo venisse ''collegato'' anche ad altri Paesi attraverso un sistema di quote in grado di stabilire un prezzo globale per le emissioni e che entro il 2010 il 5% delle automobili del Regno Unito venga alimentato con biocombustibili. I paesi industrializzati, ha detto, dovrebbero inoltre stabilire accordi commerciali con Brasile, Papua Nuova Guinea e Costa Rica al fine di garantire una deforestazione sostenibile e collaborare con la Cina per sviluppare tecnologie a carbone pulite. La Gran Bretagna introdurra' infine una serie di tasse ecologiche - dagli aumenti delle accise sulla benzina a tasse su chi viaggia in aereo - gia' annunciate dal ministro dell'Ambiente David Milliband. ''Nel ventesimo secolo le nostre ambizioni economiche a livello nazionale erano duplici: la crescita economica e l'occupazione. Ora nel ventunesimo secolo e' chiaro che il nostri obiettivo deve essere triplice: crescita, occupazione e salvaguardia ambientale'', ha detto Brown, sottolineando come la sfida ambientale rappresenta inoltre un'opportunita' per ''nuovi mercati, nuovi posti di lavoro, nuove tecnologie, nuove esportazioni, nell'ambito delle quali le aziende, le universita' e le associazioni britanniche possono guidare il resto del mondo''.









