il Giornal8

giovedì, novembre 02, 2006

Stern: il mondo è ammalato

Pubblico pari pari la notizia ANSA, più avanti cercherò ulteriori informazioni su tale rapporto. La questione sul tavolo è la sopravvivvenza del pianeta, di noi di conseguenza. Da troppo tempo sappiamo che stiamo distruggendo la vita, non servono pagliativi, bisogna cambiare stile, il tempo stringe.

(ANSA) - LONDRA, 30 OTT - La Gran Bretagna vuole essere al primo posto nella lotta globale ai cambiamenti climatici per evitare quella che, secondo un rapporto redatto dall'autorevole economista britannico Nicholas Stern, potrebbe diventare una catastrofe non solo per l'ambiente, ma anche per l'economia globale. Oggi, durante il suo intervento alla presentazione del rapporto, il premier britannico Tony Blair ha definito i risultati dello studio di Stern (ex capo economista della Banca Mondiale) un ''campanello d'allarme per tutti i paesi del mondo'' che mette in guardia contro ''un disastro che si verifichera' non in un futuro da fantascienza, ma durante la nostra vita''. ''Il rapporto di Stern - ha sottolineato il primo ministro - ha fatto un lavoro cruciale. Ha distrutto le ultime argomentazioni in favore di una mancata azione nei confronti dei cambiamenti climatici. Ora sappiamo che una serie di provvedimenti urgenti serviranno a prevenire una catastrofe e che l'investimento in questo tipo di prevenzione verra' ripagato di molto''. Secondo il rapporto - il primo contributo al dibattito sul clima dal punto di vista di un economista e non di uno scienziato - il surriscaldamento del pianeta rischia di devastare l'economia mondiale, determinando una crisi ''peggiore di quella della Grande Depressione del 1929 o delle due guerre mondiali''. In mancanza di rapidi interventi per tagliare le emissioni di anidride carbonica - sottolinea infatti Stern - i costi per l'economia mondiale saranno intorno all'1% del pil globale l'anno fino al 2050, una cifra colossale intorno ai 12 mila miliardi di euro. Impressionanti anche i costi sociali legati all'inaridimento di interi paesi, che potrebbe portare, di qui al 2100 a circa 200 milioni di profughi. Il cancelliere dello Scacchiere Gordon Brown - anche lui intervenuto alla presentazione dello studio - ha dichiarato che la Gran Bretagna guidera' la risposta internazionale al problema del surriscaldamento globale. Al fine di creare ''un'economia globale a basso consumo'', ha detto il ministro, Londra si fara' promotrice per l'introduzione di un nuovo obiettivo europeo di riduzione delle emissioni, al 30% entro il 2020 e al 60% entro il 2050. Il cancelliere vorrebbe inoltre che il piano europeo venisse ''collegato'' anche ad altri Paesi attraverso un sistema di quote in grado di stabilire un prezzo globale per le emissioni e che entro il 2010 il 5% delle automobili del Regno Unito venga alimentato con biocombustibili. I paesi industrializzati, ha detto, dovrebbero inoltre stabilire accordi commerciali con Brasile, Papua Nuova Guinea e Costa Rica al fine di garantire una deforestazione sostenibile e collaborare con la Cina per sviluppare tecnologie a carbone pulite. La Gran Bretagna introdurra' infine una serie di tasse ecologiche - dagli aumenti delle accise sulla benzina a tasse su chi viaggia in aereo - gia' annunciate dal ministro dell'Ambiente David Milliband. ''Nel ventesimo secolo le nostre ambizioni economiche a livello nazionale erano duplici: la crescita economica e l'occupazione. Ora nel ventunesimo secolo e' chiaro che il nostri obiettivo deve essere triplice: crescita, occupazione e salvaguardia ambientale'', ha detto Brown, sottolineando come la sfida ambientale rappresenta inoltre un'opportunita' per ''nuovi mercati, nuovi posti di lavoro, nuove tecnologie, nuove esportazioni, nell'ambito delle quali le aziende, le universita' e le associazioni britanniche possono guidare il resto del mondo''.

sabato, ottobre 21, 2006

Sì, viaggiare...















Ciao gioveni!!!
Siamo a Varese Ligure per un servizio... vizio... vizio... sulle fonti di energia rinnovabili!!!
Siamo sempre noi!!!
Saluti da "ilCaffé" e "ilGiornal8"!!!

"ilCaffè"

Nasce il nuovo giornale: il Caffè.

Dalla periferia di una cittadina quale è Mantova i nostri eroi danno inizio ad un nuovo impegnativo e ambizioso progetto. "ilCaffè" vuole essere uno spazio in cui le menti dei giovani italiani si ritrovano per riflettere sui grandi temi che attanagliano l'umanità.
Detta così sembra la presentazione di un fumetto, di uno scherzo, ma c'è poco da scherzare quando si parla di Ambiente, Sviluppo Sostenibile, Politica, Guerra e Pace, Terrorismo, Religione, Droga e via discorrendo.
Dalle righe de "ilGiornal8" vi lascio il link ufficiale al blog de "ilCaffè" in cui trovate tutte le informazioni necessarie. In allestimento è già il sito internet ufficiale de "ilCaffè".

"ilCaffè" perché richiama un luogo di ritrovo di artisti, di pensatori, di gente comune che si pone domande e cerca risposte. Qui si vuole fornire una spiegazione oggettiva dei fatti, dei fenomeni, che caratterizzano il nostro pianeta e la nostra società. Da qui sorgeranno proposte, valutazioni motivate, possibili soluzioni, riflessioni.

link: www.ilcaffe2007.splinder.com

Ah, chi siamo??? Eccoci...














A partire da sinistra: Francesco(il Rave), Fabio(Fà), Francesco(il Cesco), Matteo(il Salga).
Le foto sono tratte da uno dei nostri meeting in montagna, a Marilleva.

A presto!!!

sabato, ottobre 14, 2006

Sportivamente parlando...

















Questo post è dedicato agli sportivi come me. Nelle quattro foto che riporto qui sopra presento alcuni protagonisti della 15a Maratonina di Mantova svoltasi domenica 8 Ottobre 2006. Nell'ordine Fabrizio(107), Francesco(433), Andrea(60) e Matteo(525). Francesco sono io, Matteo è il mio mitico amico, Fabrizio è il babbo di Matteo, Andrea l'ho conoscuiuto gare facendo.
Lo sport per me è la vita. La corsa è la mia energia. Le persone con cui corro, per cui corro, le paure da cui scappo e i sogni che inseguo sono la ragione del mio insistere nella vita. La corsa è il mio sfogo nei momenti bui. La corsa è la mia esaltazione nei momenti meno bui. La corsa è una fonte di relazioni con le persone che mi accompagnano, che incontro per caso, con cui condivido i momenti di svago, di fatica, di concentrazione. La corsa è una fonte di conoscenza per i pensieri che si plasmano nella mente mentre corro.
Così è lo sport, lontano dalle care vette e ventosi passi che tanto agogno in ogni respiro di questa avventura.
Le faccende della vita talvolta mi allontanano, mi impegnano, mi rubano momenti di puro sport e rilassamento. Ma non perdo mai di vista la mia passione, ciò che diventa il mio premio dopo una giornata di studio o di lavoro, ciò diventa la mia cura e la mia felicità nei giorni di solitudine o di malattia.
La competizione l'ho abbandonata nel 2002, finito il capitolo ciclistico. Non ho mai abbandonato la bicicletta. La competizione è importante fino a che resta divertente. Così ora sfido me stesso all'impegno costante. Mi sfido quando cammino per 8 ore fra le montagne senza resa, fino a raggiungere uno sperduto bivacco. Mi sfido quando corro per 20 km dimenticando la fatica e percependo la soddisfazione e l'armonia dei boschi, delle ciclabili, dei torrenti. Mi sfido quando in bicicletta arranco in salita verso il p.sso Gavia cercando la rotondità della pedalata e la profondità degli stimoli.
Non c'è condizione climatica che mi spaventi, ogni raggio di sole, goccia di pioggia, neve, grandine, nebbia mi affascina, mi esalta.
Questo è lo sport, per me, e forse ho tralasciato qualcosa.

ps: grazie infinite a tutti

venerdì, settembre 15, 2006

LA FORZA DELLA RAGIONE contro la debolezza dell'ignoranza

ORIANA, GRAZIE DI CUORE.
La forza che ho trovato in Oriana Fallaci mi ha dato e mi da forza. Mi avvicinai al suo mondo per caso, grazie a "Lettera a un bambino mai nato". Non la conoscevo prima, ero in seconda superiore e dovevo fare una ricerca sull'aborto. Al diavolo la ricerca, divorai quel libro, stravolto, io, da un modo di scrivere schietto, chiaro, pungente. Non colsi in fondo l'esperienza di quella donna, ero un bambino, io, ed ero nato(con qualche rischio ma ero nato). Colsi la profondità e il fascino, la forza e il dolore, di quella donna. Questa donna di cui ho imparato ad amare lo stile, di cui ho letto "La forza della ragione" prima e "La rabbia e l'orgoglio" poi. Questa donna che non conosco se non quello che ha scritto. Quello stile che si è confermato pungente, a volte contro corrente, solitario e temerario. Questo stile che mi piace rileggere nei miei momenti bui, dove ho il bisogno di sentire il tono deciso e forte che solo Oriana Fallaci mi fa sentire. Non solo temerarietà, non solo forza, non solo dolore. Ho scoperto l'imprevedibilità e l'insicurezza nell'amare in "Un uomo", nel vivere in mezzo ad una guerra stupida, nel vivere in mezzo alla morte, nel vivere con la morte.
Così vedo La Forza in ogni piccola foto in bianco e nero, foto sbiadite conservate in vecchi giornali, foto dell'Oriana Fallaci degli utimi anni. Vedo oggi, 15 Settembre 2006, immagini di Oriana Fallaci in ogni tg. Foto e video di questa donna sempre giovane, sempre, e sempre forte. E sempre oggi, negli stessi tg, vedo ragazzi armati di mitra, bambini addirittura coi kalascnicov, scendere nelle piazze per bruciare (il fantoccio, simbolico) di papa Ratzinger. Così come vedevo popoli esultare e festeggiare poche ore dopo il crollo delle Due Torri. Così come protestavano per le magliette di Calderoli, da notare che le vignette incriminate (peccato guardarle) dubito siano state osservate attentamente dalla gente che protestava contro le stesse. Gente che protesta contro frasi dette dal papa, frasi che nessuno di loro ha sentito o ha verificato, frasi trasmesse "per sentito dire". Così sempre oggi, nei tg e nei giornali, vedo la debolezza dell'ignoranza. L'ignoranza del non voler e non poter conoscere altro all'infuori di una certa cultura. Contro la conoscenza che è prerogativa della libertà di un'altra cultura. La debolezza di milioni di uomini armati, pronti a farsi saltare in aria, pronti a morire. La forza di una donna, non una a caso, Oriana Fallaci, che mai ha rinunciato alla sua libertà di pensiero e alla sua voglia di vivere. Questa voglia di vivere è la stessa che ho con me ora. E porto con me sempre.

Francesco Calzolari

lunedì, agosto 21, 2006

Etimologia...

Il termine mafia ha diverse possibili origini etimologiche, più o meno verificabili o realistiche:
Derivazione dalla parola araba Mā Hias, "spacconeria", che sta in relazione con la spavalderia mostrata dagli appartenenti a tale organizzazione.
Derivazione dall'espressione dell'arabo parlato, e non di quello letterario, mā fī-ha significante "non c'è" o "non esiste".
Derivazione della parola dalla araba mu'afak, "protezione dei deboli", o maha, "cava di pietra".
Derivazione della parola dialettale toscana maffia significante "miseria" oppure "ostentazione vistosa, spocchia".
Derivazione dai Vespri siciliani ed adottato come sigla per Morte Ai Francesi(Angioini) Indipendenza Anela (lo storico Santi Correnti ritiene però che il termine sia precedente alla dominazione angioina).
Tradizionalmente si narra che un soldato francese chiamato Droetto violentò una giovane. La madre terrorizzata per quanto accaduto alla figlia corse per le strade, urlando «Ma - ffia, Ma - ffia!» ovvero «mia figlia, mia figlia». Il grido della madre fu ripetuto da altri, e da Palermo il termine si diffuse in tutta la Sicilia. Il termine mafia che diventò così parola d’ordine del movimento di resistenza, ebbe quindi genesi dalla nobile lotta dei siciliani.
Nel caso in cui il termine derivasse dal toscano, sarebbe entrato nell'uso popolare in Sicilia subito dopo l'Unità d'Italia nel 1862, subendo il fenomeno dell'affievolimento fonetico, come altre parole toscane entrate nell'uso siciliano, per cui "macchina" diventa màchina, "malattia" malatìa, e "mattino" matinu; e servì ad indicare sia l'organizzazione segreta delle classi popolari, che proprio nella "mafia" di allora trovavano la difesa contro lo strapotere delle classi dominanti; sia la braveria e l'ostentazione vistosa, tipica dei "mafiosi" di allora. Ed ancor oggi, in Sicilia, l'aggettivo qualificativo "mafiusu" viene utilizzato anche per indicare qualcosa di incredibilmente vistoso o costoso: un vestito elegante o un'auto prestigiosa sono "un vistitu mafiusu, 'na màchina mafiusa", perché anticamente il popolo vedeva nel mafioso d'allora il suo difensore poiché accomunava l'idea di giustizia sociale con quella dell'avvenenza e della prestanza fisica.
Secondo lo storico delle tradizioni popolari Giuseppe Pitrè il termine era in uso nel gergo di un rione popolare di Palermo ed era sinonimo di bellezza e di audacia.
L'espressione mafia diviene un termine corrente a partire dal 1863, con il dramma I mafiusi di la Vicaria di Giuseppe Rizzotto e Gaetano Mosca, che ebbe grande successo e venne tradotto in italiano, napoletano e meneghino, diffondendo il termine su tutto il territorio nazionale.
In questo dramma il mafiuso è il camorrista, il guappo, l'"uomo d'onore", l'individuo cioè che aderisce a un sodalizio che si contrappone alle istituzioni e che ostenta coraggio e superiorità. Di "Mafia, o associazione malandrinesca" fa menzione un documento riservato firmato dall'allora prefetto di Palermo Filippo Gualtiero, nell'aprile del 1865.
Negli anni Sessanta dell'Ottocento inizia comunque la fortuna del termine, che anche in documenti ufficiali, ad esempio nelle comunicazioni di funzionari dello stato, indica, oltre che un'associazione a delinquere, un comportamento estesamente diffuso nella società siciliana.

da Wikipedia

domenica, agosto 20, 2006

Ma che cos'è la Mafia?!

Ciao ragazzi, questo post vuole essere solamente una sorta di introduzione ad un argomento che non abbiamo ancora trattato e che mi sta veramente a cuore: "la Mafia".
Ho scritto Mafia con la lettera maiuscola per sottolinearne l'importanza, perchè credo che non sia solo un fenomeno che riguarda alcuni, piuttosto penso che sia un modo di pensare (e un modo di agire) che riguarda buona parte di noi...non solo i Siciliani!
Per fare un'analisi utile, che non sia banale e che offra qualche spunto per un dibattito costruttivo, serve prima di tutto conoscere le origini, le evoluzioni e le prospettive del fenomeno. Per questo motivo nei prossimi post sull'argomento fornirò informazioni che possono chiarirci un po' le idee, naturalmente, indicandovi sistematicamente le fonti, in modo che ciascuno di voi possa giudicare se sono attendibili o no. (non fidatevi mai delle affermazioni "in bianco"!)

Intanto siate liberi di esprimere qualunque pensiero utile alla nostra causa...
Siciliani! ..aiutateci a capire!

mercoledì, agosto 09, 2006

Evasione legale

Ho sentito Mastella a un telegiornale due giorni fa (ma l'intervista era registrata) dire che aveva scoperto che per fare un carcere (casa circondariale) occorre un tempo tecnico di 20 anni. Mastella è ministro della giustizia (fra l'altro un ministero importante e fondamentale) e fino a pochi giorni fa non sapeva nemmeno quanto tempo occorre per edificare un carcere... va beh.
Intanto i detenuti escono, il povero Di Pietro tenta quanto meno di mettersi in mostra per sensibilizzare l'opinione pubblica, l'indulto è compiuto. Una manovra lampo per cui sfido ogni cittadino a ricordarsi, se le ha lette o sentite, le categorie beneficiarie del provvedimento. Non so le categorie, di sicuro non me le ha dette nessun politico e nessun giornale. Qualche giornale e qualche sito ha provato a disegnar delle tabelline dove spiegare chi esce, chi resta, chi ottine lo sconto della pena eccetera ma ogni tabella era a discrezione dell'articolista. So però che sono usciti stupratori, assassini, violentatori (mancati assassini), spacciatori, tossicodipendenti (è chiaro, se fai uscire lo spacciatore fai uscire anche il tossicodipendente, così il gov. Prodi si occupa di dare lavoro almeno a una categoria)... per farci un idea lo zio della Piovanelli, che ha stuprato poi ucciso la nipote, il caso di quella madre che ha scritto a Mastella chiedendo protezione dal figlio che ha più volte tentato di ucciderla, figlio che è fuori prigione grazie all'indulto, poi i casi di extracomunitari (e non) già morti o in ospedale in segiuto ad overdose per aver festeggiato la scarcerazione con qualche eccesso. Ancora cito aggressioni a forze dell'ordine, tentate rapine eccetera. Molti altri hanno beneficiato dell'induto, non ultimo chi implicato in scandali finanziari.
L'evasione dunque è stata legalizzata, il gov. Prodi (integrato da UDC e FI, che ie possino...)ha preso per mano il cittadino sfigato e ha risolto con disinvoltura il problema (principale di uno stato) dell'ordine pubblico. Ma il problema principale per il nostro stato è probabilmente restare al potere e non finire in galera. Siam proprio un bel paese. Ironico (e anche un po' incaz...).

italiani 0, prodi 2

In questa estate mondiale, quando i nostri ragazzi hanno alzato al cielo la coppa del mondo, quando ci siamo sentiti finalmente(e giustamente) i più forti, qualcuno studiava come mettercelo nel cosiddetto... qualcuno ci ha fregato, 2 a 0, una vittoria a tavolino, dove l'Italia, meglio, gli ITALIANI, non sono nemmeno scesi in campo per giocarsi la partita.
Il primo gol nasce quasi in contemporanea con le partite di Germania, il numero "due" del SISMI(i nostri servizi segreti militari) e altri collaboratori sono stati arrestati e ora sono sotto processo (a giorni gli avvocati potranno esporre al giudice le ragioni della difesa). PERCHé? Perché stavano svolgendo il loro dovere, perché qualcuno presume che questi agenti segreti avessero collaborato con la CIA al sequestro del Abu Omar, a Milano. Quindi i nostri agenti segreti sono stati arrestati per aver collaborato al sequestro di un terrorista, non solo, di uno che in Italia dirige le cellule terroristiche. Una mossa che svela i piani del governo Prodi di riconvertire i vertici dei servizi segreti militari, ovviamente nominando persone vicine a un certo colore politico.
Il secondo gol nasce da una mischia in area, siamo a Milano, dove la GdF indaga sul caso meglio noto come BANCOPOLI. Bene, cosa combina il Prodi... tenta di colpire anche i vertici della GdF di Milano, come nel primo gol, stessi rimpalli favorevoli in area, rete. Così anche Bancopoli (Unipol, Banca Italia, BPI...) passa sotto l'egida del Prodi che potrà meglio controllare, coi suoi seguaci, l'evolversi del caso. Assicurandosi che esponenti di partiti amici non finiscano nelle grinfie dei finanzieri.
Italiani scusate se scrivo veloce ma da troppo tempo non scrivevo su questo blog così che ora ho bisogno di sfogare un po' di rabbia che mi tenevo dentro. Tanto vedrete che Fa85bio risponderà a tono per difendere la par condicio...
ciaociao

Statistiche sito,contatore visite, counter web invisibile